Vecchi libri

Tema: Librerie impolverate

Fu proprio li che lo trovai. In quella libreria, se così si può definire una stanzina buia seminascosta in un vicolo, con un triste cartello come insegna, a metà di un vicolo semiinvisibile nei meandri della grande città.
Mai mi sarei aspettato di trovare quell’ultimo volume che mi avrebbe consentito di completare la mia collezione di antichi libri di fantascienza pre “tragedia”.
I libri di prima della III guerra mondiale sono la mia passione. Mio padre mi osteggia dicendomi che invece che sulle anticaglie dovrei concentrarmi sul mio futuro nell’azienda, quella pesante industria che guida e da lavoro a milioni di persone in tutto il mondo (questo lo slogan promozionale della Unicorn Inc.). In realtà una massa di poveracci sottopagati e sfruttati. “Sono loro che hanno bisogno di noi” ripete sempre mio padre. “Noi diamo loro di che sopravvivere e se non sono produttivi li cacciamo per strada”. Proprio così. La SUA azienda da agli impiegati un monolocale (monoloculo lo chiamo io) in cui dormire con bagni in comune e docce. Così appena si alzano possono incominciare a produrre dopo aver consumato la colazione obbligatoria nei bar (dell’azienda ovviamente). Se si sposano hanno diritto ad un monolocale “vero” in cui riposare negli intervalli produttivi. Questa la vita dei moderni schiavi.

Ma a me, figlio del direttore, va bene così. Posso permettermi quello che voglio, anche queste mie insane passioni per i libri antichi.
E finalmente, finii anche io la mia collezione, solo per passare ad un’altra collana, ad un’altra serie.
Ma tutti i miei pezzi più pregiati li ho acquistati lì, in quella stanzina semibuia, stipata fino all’inverosimile e con dentro la polvere del tempo.
Quella che copre gli oggetti per proteggerne il passato. Quella patina di tempo che da valore alle cose che ami.

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