La cattedrale

Tema: Librerie impolverate

Un raggio di luna penetra dalla finestra aperta e taglia di netto la notte, aprendo una ferita perlacea nell’oscurità. Dai lembi, perfetti come il taglio di una spada, trasuda la scia di luce dei corpuscoli inargentati. Tutto il resto è buio, silenzio e polvere. Ma il buio non ci spaventa, noi siamo esseri notturni, neri nelle tenebre. I guardiani ideali nella eterna notte che ci avvolge.
È un luogo antico, questo, dimenticato dal mondo.
No, non è del tutto giusto. Io non l’ho dimenticato, e i miei discendenti non lo dimenticheranno. Mai. Non finché anche uno solo di noi veglierà su questo luogo sacro. Siamo noi, i superstiti di una razza antica, gli ultimi depositari del ricordo. E ultimi guardiani della cattedrale abbandonata. Perché anche se non c’è più nessuno che venga a rendere omaggio agli antichi dei, ci sono ancora i nostri nemici e noi non consentiremo che loro li distruggano.

Vili, ignoranti bruti che si nutrono di essi senza comprendere, senza nemmeno lontanamente intuire il sacrilegio che commettono.
È una battaglia senza tregua, ma senza speranze. Non c’è più nessuno a darci forza.
Una volta un’umanità intera camminava lungo i corridoi, bisbigliando rispettosa. Non c’era la polvere del tempo a ricoprire gli dei, che venivano salvaguardati con amore, e degnamente trattati come si confaceva loro. E anche noi eravamo amati e rispettati, il nostro ruolo apprezzato.
Avevamo libero accesso anche nei recessi più nascosti, proibiti alla massa dei fedeli. Bisognava preservarne l’integrità contro gli attacchi dei bruti, e chi meglio di noi poteva farlo?
Una volta.
Ora non ci sono più esseri umani che frequentino la Biblioteca. Non ci sono più esseri umani al mondo, vittime della guerra da essi stessi voluta.
Siamo rimasti solo noi, i gatti, a difendere i libri dalla fame dei topi.

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