Il libro delle Verità Nascoste

Tema: Aperto su una pagina a caso

Fin da quando era piccola, la soffitta della nonna per Brigida era uno scrigno pieno di tesori. Era come se ogni mobile, ogni soprammobile, ogni abito e ogni giocattolo le raccontasse una storia.
Tra tutti i tesori presenti in soffitta, ce n’era uno che sua nonna Matilde le aveva proibito di aprire. “Ci sono oggetti troppo pericolosi”. Le ripeteva ogni volta che la fanciulla, incuriosita, tentava di persuadere la nonna a mostrarle il contenuto. “Cosa ci sarà mai di tanto pericoloso? La nonna è una donna così dolce …” Pensava. Ogni volta, però, seppur a malincuore, Brigida decideva di obbedire ai consigli della donna e desisteva dal tentare di aprire quello che ormai chiamava “lo scrigno dei desideri”.
La sera della vigilia del Solstizio d’Inverno, improvvisamente le luci di tutta la casa sfavillarono per qualche istante. Claclack. Istintivamente Brigida si voltò e s’accorse che il lucchetto del baule era scattato. Lo sguardo della fanciulla si illuminò e un sorriso andò ad allargarsi progressivamente sul suo viso. Troppo a lungo aveva resistito alla tentazione e, dopotutto, se il lucchetto era saltato, doveva essere un segno. Con le mani tremanti dall’emozione, Brigida si inginocchiò, prese un bel respiro e sollevò il coperchio. Con sua sorpresa, vi trovò solamente un enorme libro antico. “Tutto qui?”. Disse la fanciulla divertita. “Il famoso oggetto pericoloso sarebbe … un libro?!” Quasi istintivamente, la fanciulla lo aprì in una pagina a caso: “E scritto in una lingua incomprensibile, oltretutto! Hm … vediamo un po’ … Astaghar ainì undù ….”. Un lieve sfavillio di luci sembrò provenire dal libro, ma Brigida non ci fece caso. Si concentrò e riprese a leggere: “Astaghar ainì undù homen finvior eunì!”. Esclamò. Un vortice d’energia e di luce l’avvolse come un abbraccio e, ancor prima che potesse rendersi conto, la fanciulla si trovò davanti all’ingresso di una grotta. Accanto a lei uomini e donne vestiti in abiti medievali erano radunati in trepidante attesa. Dal buio della spelonca sfavillò un’intensa luce dorata. Attorno a Brigida ci fu un gran fermento. Il vociare della folla divenne simile ad uno scampanio a festa. La fanciulla, sempre più spaesata, cercò con lo sguardo qualcuno che le potesse spiegare ciò che stava accadendo. “Sei straniera, vero?” Le chiese una donna a pochi passi da lei. Senza proferir parola, Brigida annuì. “Guarda – le sussurrò indicando il fascio di luce – la dea ha partorito il dio bambino. Una nuova luce è nata in mezzo al mondo. Il dio, morto dopo aver fecondato la dea, è rinato dal suo ventre. Questo è ciò che accade secondo la tradizione dell’Antica Religione …” Mentre ancora la donna stava parlando, lo sguardo di Brigida si illuminò: finalmente aveva capito. Dolci e calde lacrime di commozione le scesero incontrollate sulle gote. Quel libro le avrebbe svelato molte cose, ma prima di allora il suo cuore non era pronto per comprenderle. Ora in lei c’era abbastanza amore per accogliere le verità in esso contenute. La formula, che lei credeva di aver scoperto per caso, era la chiave per entrare ed uscire da quel mondo che univa la sua coscienza ed il suo spirito ai celti per sempre. Il libro delle Verità Nascoste le si era rivelato.

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