Il paravento

Tema: Aperto su una pagina a caso

Il trucco era vecchio, ma ancora efficace: fingere di leggere un libro aperto su una pagina a caso.
Nelle sere invernali, avvolta nel plaid, seduta in poltrona, spesso sorseggiando un tè, fissava con insistenza le pagine del volume prescelto, lasciando volare la mente sulle ali leggere della fantasia. Talvolta si chiedeva se fosse nato prima il trucco o la necessità impellente di isolarsi fuggendo la tristezza della vita quotidiana e la rumorosa invadenza dei suoi familiari, non era riuscita a darsi una risposta definitiva; il quesito, però, non pregiudicava certo l’espediente ed il suo uso reiterato e continuativo: áncora di salvezza per la mente.
In realtà, conosceva bene la genesi del suo vizio nato ai tempi in cui frequentava le superiori. All’epoca, ciò costituiva un’esigenza dettata dalla mancanza di altre vie di fuga dagli obblighi scolastici; poco importava se non riusciva a terminare i compiti o se il giorno seguente i professori la coglievano impreparata, la felicità delle ore trascorse in quel modo la ripagava di tutto.

Con il passare degli anni, si trovava sempre più incatenata all’espediente, come le persone che si mangiano le unghie o quelli che, per addormentarsi, si arrotolano le ciocche di capelli tra le dita. Ora c’era di più da cancellare: il lavoro monotono e poco appagante, il trito tran tran quotidiano, lo spessore sottile dei sentimenti, la solitudine emergente e incalzante.
Si sentiva schiaffeggiata dai flutti di un’esistenza monotona, come fosse la polena di una nave ed allora viaggiava, vagava, veleggiava verso mondi fantastici.
Il volume era lì con lei, pronto ad accompagnarla verso la felicità virtuale, aperto su una pagina a caso.

22 Comments

  • Voto questo testo
    Con poche, incisive parole, l’autrice racconta la solitudine, quella sana, la solitudine per scelta. Quell’isolarsi per salvarsi, per creare mondi o semplicemente momenti di “se stessi”. Bello.

  • Monica

    Voto questo testo
    Grazie all’immaginazione la protagonista riesce a regalarsi un viaggio in un posto solo suo dove, almeno per un po’,può stare tranquilla e dimenticare lo stress, i brutti pensieri, le paure. L’autrice ci ha fatto vivere la sua esperienza virtuale raccontandocela in maniera sintetica ed incisiva.

  • Mara Verzilli

    Voto questo testo.
    Crearsi nella propria mente una stanza dei sogni, dove rifugiarsi per sfuggire alla estenuante quotidianità che trascina l’individuo in una automatica routine, diventa spesso àncora di salvezza per continuare ad andare avanti dando spazio anche ad un pizzico di sacrosanta irrazionalità. L’abile scrittrice Nicoletta Berliri ancora una volta è riuscita a descrivere le sensazioni della protagonista, permettendoci così di identificarci in lei, ricordandoci che il cervello umano, con la sua capacità di immaginare, possiede una delle cose più importanti per la vita e che solo ritornando ad essere consapevoli del potere della nostra mente potremo vivere meglio.

  • ecco un’altro bel testo , bellissimo incisivo e sintetico,leggere una pagina a caso una specie di meditazione . Mi piace questo testo

  • Claudia

    Hai reso bene l’idea di raccogliersi in un mondo proprio isolarsi per sopravvivere . Lo voto

  • settegiornidifollie

    Per votare un testo bisogna apporre, nella sezione dedicata ai commenti, nella pagina del pezzo che si desidera votare la scritta “Voto questo testo”.
    Ogni pezzo che riceva un commento, a patto che sia un commento al pezzo, e non un ringraziamento dell’autore o un’eventuale conversazione successiva, varrà come 1 voto, per cui tenete conto della possibilità di farvi sia votare che apprezzare con un commento al pezzo, ottenendo così ben 2 voti.

Comments are closed.