Senza titolo
Gusto: Caffè e pane caldo

Il tiepido sole primaverile era sorto da poco e a Vittorio spettava un’altra giornata frenetica in ufficio. Si alzò dal letto, si preparò con calma, scese le scale e si affacciò alla porta della cucina.
“Buongiorno” lo accolse Lucia, posando la caffettiera sul fuoco.
Lui le rivolse un sorriso, pensando che la luce che caratterizzava lo sguardo della moglie era sempre rimasto lo stesso nonostante gli anni trascorsi.
Lucia era ancora molto bella. Le erano comparse alcune rughe attorno agli occhi e alle labbra, i fianchi le si erano curvati e i suoi capelli non erano più il color miele di un tempo, ma Vittorio si accendeva ancora di desiderio ogni volta che la guardava.
“Hai dormito bene?” proseguì adagiando le fette di pane appena tostato su un tagliere.

“Sei bellissima”, mormorò.
Lucia restò dolcemente sorpresa. Dopo trent’anni di matrimonio non era sovente ricevere complimenti dal marito, poi afferrò un toast caldo e vi spalmò un velo di burro e marmellata.
Quel gesto riportò Vittorio alla vita di qualche anno fa. Quando le ragazze erano piccole, Lucia preparava la colazione per tutti: fette di pane con crema al cioccolato, latte, biscotti aromatizzati alla cannella, cereali, frutta e alla fine il caffè che inondava di buon odore tutta la cucina.
Quella mattina, mentre Lucia gli porgeva la tazzina col caffè, le loro dita si sfiorarono. Ma questa volta non si trattava di un tocco assente.
Dopo aver sorseggiato la sua bevanda bollente, Vittorio si avvicinò a Lucia e premette le labbra contro le sue come non accadeva da tempo. Nessuno dei due si tirò indietro subito e quel bacio prese una vita tutta sua.

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