Gli amici quelli veri ritornano
Gusto: Caffè

Come tu fossi una spettatrice ti ritrovavi spesso, da piccola, a guardare gli adulti durante il rituale del caffè. In quell’occasione non avevi altro da fare che osservare la forma aggraziata delle tazzine fumanti mentre venivano passate tra le loro mani, odoravi nell’aria quell’aroma così gradevole e caldo, e sentivi il ticchettio dei cucchiaini girare nelle tazzine.
A questo rituale vi potevi accedere solo quando era stato consumato, allora, in braccio a tuo padre, andavi a ravanare, col suo cucchiaino, il fondo della tazzina per racimolare ciò che vi era rimasto di quei granellini di zucchero e, quel cucchiaino, lo leccavi più e più volte e pensando che, si, valeva proprio la pena diventare grandi perché, quel sapore che ti rimaneva sul palato, non era proprio niente male.
E poi, come per magia, a questo rituale ti ci sei ritrovata dentro. Il come e soprattutto il quando non te lo ricordi. Ti vedi catapultata tra tutti quegli adulti, autorizzata anche tu a gustarti la tua tazzina di caffè.

Le prime volte sei impacciata, i tuoi movimenti sono studiati, hai bisogno ancora di osservare prima di sentirti pienamente a tuo agio, ma non lo dai a vedere.
Quel sospirato caffè lo preferisci di gran lunga sorseggiare al bar del Liceo, durante l’intervallo, oppure, perché no, anche prima che inizino le lezioni. E’ un tuo diritto e, fuori dalle mura familiari, lo eserciti in piena libertà e con la spavalderia di quell’età.
Il caffè, poi, diventa quella sostanza che ti permette, durante il periodo degli esami, di fare quelle levatacce assurde e di protrarre le ore della giornata ben oltre quelle canoniche, scandite dalla luce solare.
Sei capace di scolarti un’intera moka di caffè più volte al giorno per quel sospirato pezzetto di carta, e quella bevanda diventa la tua compagna in quelle lunghe giornate cariche di tensione.
Via via, poi, il tuo palato diventa più raffinato. Come un sommelier riesci a cogliere e a distinguere un aroma rispetto ad un altro. Comprendi qual è quello che soddisfa maggiormente il tuo palato.
La scelta è mirata e, quel barattolo, te lo tieni nascosto in fondo all’armadietto, e lo riservi ai tuoi momenti speciali.
Ma poi, come spesso accade anche nei rapporti più idilliaci tu e il tuo inseparabile caffè diventate dei perfetti sconosciuti.
Il tuo palato non riesce più come prima a distinguere i diversi aromi, le miscele diventano tutte uguali. Con indifferenza osservi quella tazzina di caffè, e non nascondi una sorta di nostalgia ricordando l’intesa di un tempo.
Ti capita di sorseggiare quella bevanda più per compiacere le amiche che te stessa. Poi però lo avanzi e prendi la scusa che ne avevi appena preso un altro poco prima. La vivi quasi come se fosse una sfida alla quale non intendi certo controbattere. E rimane irrisolto il mistero.
Il tempo trascorre e c’è un evento che stravolge completamente la tua vita. Ti ritrovi a rivolgere il tuo interesse, e in modo totalmente esclusivo, non più soltanto a te stessa ma a lui, a tuo figlio.
I tuoi ritmi di vita subiscono un cambiamento, le tue giornate trascorrono in modo frenetico, e ti appigli a quei pochi momenti nei quali puoi ancora riservare a te stessa.
E questi per te sono sacri, te ne appropri gelosamente, li custodisci e li difendi a spada tratta. Ed ecco che, in quegli attimi di solitudine, come a volerti fare compagnia e a rendere più piacevole quel momento, ricompare lui, l’amico di un tempo.
E allora ti sembra di ritornare ragazzina e lo accogli con tutti quegli accorgimenti che si riservano agli amici più importanti. Vai a ripescare dalla tua vetrinetta quella tazzina e quel piattino che non hai mai utilizzato e che tenevi lì ormai come un cimelio.
Osservi quella tazzina fumante e capisci che forse non aspettava altro che tu gli concedessi un pochino del tuo tempo per far parte ancora della tua vita, e allora lo sorseggi, piano, assapori tutto il suo aroma e godi di quel momento per te così prezioso e ti senti, semplicemente, in pace con te stessa.

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