Cedro dolce da mordere

Gusto: Limone

Seduta ai tavolini all’aperto del mio bar preferito, mi godo il pomeriggio soleggiato picchiettando svogliatamente sul pc in cerca d’ispirazione. Senza sollevare lo sguardo dallo schermo allungo la mano verso il bicchiere col succo quando, una figura in movimento in mezzo alla pineta, cattura il mio sguardo. Alzo distrattamente gli occhi e ti vedo. Per la sorpresa urto il bicchiere, riacchiappandolo al volo solo un attimo prima che si rovesci sul computer, mentre continuo a seguire il tuo incedere in direzione del bar. Hai un bellissimo sorriso, che si allarga man mano che ti avvicini, per poi schiudersi in un “Ciao” che ti illumina gli occhi di una luce maliziosa da gatto birichino. Fai lo slalom fra i tavolini e ti fermi a due passi da me.
“Ehi che giri da queste parti?”
E’ l’unica cosa stupida che riesco a dire mentre il cuore mi rimbalza nel petto. Chiudo lo schermo del pc e mi sporgo a guardare la strada alle tue spalle, aspettandomi di vedere anche lei.

“Sei solo…?” dico quasi a me stessa. Devo aver un’espressione strana perché tu, con aria delusa, replichi “Sembra che ti dispiaccia…”
“No certo…” dico in un soffio abbassando lo sguardo e arrossendo per il volo di farfalle che m’invade lo stomaco.
“Allora, vuoi salutarmi come si deve o no?” dici scherzando, scrutandomi da sopra gli occhiali da sole.
Mi alzo facendo scivolare indietro la sedia e allungando il braccio verso di te per una stretta formale. Scuoti la testa guardando la mia mano tesa e, avvicinandoti di un altro passo, mi rivolgi un sorrisetto a metà fra il divertito e il canzonatorio. Il tuo profumo mi avvolge ancor prima che le nostre mani si sfiorino; sai di limone fresco, come un tuffo nel mare d’agosto… e di cedro succoso e dolce da mordere. Mi prendi la mano tirandomi a te, appoggiando l’altra sulla mia spalla, sporgendoti poi per baciarmi sulla guancia. Respiro a pieni polmoni l’aroma fresco del limone che si mescola al sentore caldo della tua pelle e deglutisco, a vuoto, per ricacciare indietro le parole che non posso dirti. Inebriata da quei profumi non faccio caso a dove sposto la testa per darti un bacetto così, invece che guancia a guancia, ci ritroviamo naso contro naso ridacchiando come scemi. Faccio per scostarmi ma tu mi trattieni. Premi il tuo corpo sul il mio, sfiorandomi le labbra con un bacio all’angolo della bocca. I nostri occhiali si scontrano e un brivido scivola sulla mia pelle. Trattengo il fiato, sorpresa, e scopro nei tuoi occhi le parole che non puoi dirmi. Poi la tua stretta si allenta ed io ritorno a respirare. Abbasso lo sguardo e passo furtivamente la lingua sulle labbra, dove ancora brucia l’impronta umida del tuo bacio. La tua mano mi solleva il mento. Il tuo respiro si è fatto veloce come il ritmo del mio cuore.
Poi il tuo nome risuona nel silenzio della pineta.
Adesso sei tu ad avere un’espressione strana, o dovrei dire stranita. Veloce ti allontani, quel tanto che basta a salvare le apparenze. Abbassi un attimo lo sguardo ma poi torni a fissare i miei occhi. Io apro la bocca per parlare, ma non ne esce alcun suono, perché niente di quello che vorrei dirti è pronunciabile davanti a lei, che adesso è a soli due passi da te. “Ciao Laura, anche tu da queste parti? Possiamo sederci con te per un caffè?”
E senza aspettare una mia risposta si accomoda chiamando il cameriere.
Scuoto a testa e ti rivolgo un sorrisetto a metà fra il divertito e il canzonatorio, mentre mi siedo riaprendo lo schermo del mio portatile.

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